Italian - ItalyEnglish (United Kingdom)
1
Home Turismo Itinerari naturalistici Itinerario Cicloturistico

Itinerario Cicloturistico

PDFStampaE-mail

Itinerario Cicloturistico

A cura del Prof. Antonio Mazzetti

 

ciclotur-main

Presentazione:
Itinerario cicloturistico facile e vario che dalla zona termale euganea porta ad Arquà. La partenza è fissata ad Abano Terme e l'arrivo a Montegrotto Terme. Si tratta di un anello per quanto possibile in piano, che all'andata prevede il superamento del "passo" tra Torreglia e Galzignano Terme e la salita del "passo" dei Ronchi, poco prima di Arquà. Dopo la visita ad Arquà Petrarca, la strada del ritorno passa per il laghetto della Costa, il borghetto di Monticelli, Villa Italia a Lispida, le Terme di Galzignano alla Civrana, i vecchi bagni di San Bartolomeo, la salita della conca dei Regazzoni fino al "passo" del Belvedere di Turri e la discesa verso Montegrotto Terme, dove l'itinerario si conclude in Piazza Roma davanti al Municipio e all'Oratorio della Madonna. Si è ritenuto di non soffermarsi sugli aspetti storici dei molti monumenti che s'incontrano lungo il percorso, in ragione della lunghezza e dei tempi di percorrenza e per non appesantire eccessivamente il testo.

Foto dell'itinerario

Clicca sulle immagini per ingrandirle
Click to enlarge

Andata Fissiamo la partenza dalla Piazza del Duomo di San Lorenzo di Abano Terme. Imboccata l'antica Via Appia Monterosso e superata la rotonda sulla tangenziale in direzione di Monterosso, si pedala sulla comoda pista ciclabile ombreggiata, in mezzo alla campagna e con in faccia il monte Rosso. Giunti all'antico borgo troviamo la cinquecentesca villa Bembiana, addossata al fianco del colle e immersa in un vasto parco il cui muro di cinta costeggia la strada. Seguito per pochi metri il muro, scendiamo a sinistra per Via Confini monte Rosso monte Ortone. La stradina è sterrata e corre sinuosa nell'aperta campagna, poco più bassa dei campi. In fondo vediamo il colle San Daniele, mentre prossima abbiamo la massa boscosa di monte Ortone. Si sbuca in Via Pillon: svoltiamo a destra su strada asfaltata e percorriamo alcune decine di metri fino al crocicchio, custodito da un bel capitello della Madonna, davanti al quale pieghiamo per la Via Vicinale monte Ortone che in breve si appressa al bordo settentrionale del colle e lo segue fino a sbucare sulla trafficata Via Santuario Monteortone. Girando a destra siamo davanti al Santuario della Madonna della Salute, legato alla leggenda di Pietro Falco, miracolosamente guarito bagnandosi ad una fonte che scaturiva ai piedi del colle. Poco oltre, superate le "Terme Mamma Margherita", all'altezza della larga curva, si prosegue dritti per alcune decine di metri fino all'incrocio, sull'angolo destro del quale vediamo un capitello con statua del Redentore e dall'altro lato la birreria "Grifone". Prendiamo la strada verso l'hotel Michelangelo e, passando per la breve campagna, con alcune secche curve ci accostiamo al fianco del colle San Daniele, coronato da cipressi e dal monastero delle monache benedettine di clausura. Usciti su Via San Daniele, che porta a Torreglia, svoltiamo a destra seguendo la strada per un paio di centinaia di metri fino al ponte sul Rialto, in faccia al quale un colorato capitello a Sant'Antonio indica l'inizio Via Caossea, che scende in campagna. Imbocchiamo la stradina asfaltata e al primo bivio svoltiamo a sinistra, proseguendo tra i campi in direzione della zona industriale di Torreglia. Questo passaggio è certo poco in armonia con la bellezza del paesaggio euganeo, ma fortunatamente è breve. Alle spalle dei capannoni seguiamo sulla sinistra la vietta con l'indicazione di strada chiusa a 100 metri e, in breve, passando tra dei grossi blocchi di cemento, usciamo sulla trafficata strada che unisce Montegrotto al centro di Torreglia. Facendo attenzione nell'attraversamento della strada andiamo a sinistra per alcune centinaia di metri fino alla curva dove, svoltando a destra, imbocchiamo la tranquilla Via Risorgimento, segnata anche dalle indicazioni dei ristoranti "Al bosco" e "Dal Biondo". Superato il ponticello sul Rio Spinoso, dopo il quale inizia Via Cogolo, ci accostiamo al fianco settentrionale di monte Alto. Poco più avanti, con Via Volti, entriamo in territorio di Torreglia. La stradina, che corre serpeggiante poco rilevata sulla campagna, ha un'atmosfera lieta e dal sapore antico: gustiamo con calma il bel paesaggio verso il gruppo del Lonzina, il monte Rua e il Venda. Alla fine si esce sulla Provinciale, sotto il poggio del Castelletto, a lato della rinomata trattoria "Da Taparo". Svoltiamo a sinistra e, con la dovuta calma, ci apprestiamo a salire i cinque tornanti del "passo" di monte Siesa, che separa la valle di Torreglia da quella di Galzignano Terme. All'ultimo tornante si stacca la strada del ristorante "Piccolo Marte", posto alla sommità di un promontorio da cui si gode un bel panorama verso Torreglia e la zona termale. Ritornati sulla Provinciale e superato il culmine della salita (quota 55 m), si apre la bella vista sul golfo di Galzignano, anticipato dal promontorio della vecchia parrocchiale di Santa Maria Assunta. La discesa è piacevole e in breve siamo sotto il colle della chiesa dove, a fianco del ristorante "Belvedere", sbocca la luminosa Val Pianzìo. Scesi in piazza a Galzignano, davanti al Municipio, si gira a sinistra percorrendo tutto il viale centrale del paese. All'uscita del centro, sulla destra, prendiamo Via Noiera Galzignano che, scavalcato il Rio Cengolina, porta a Valsanzibio. Seguendo il sinuoso fianco collinare in breve arriviamo all'entrata del prestigioso Golf Club Euganeo, uno dei migliori impianti d'Italia. Poco dopo passiamo davanti allo splendido Bagno di Diana: il seicentesco portale d'ingresso del famoso giardino di villa Barbarigo. Il giardino è aperto da marzo a novembre tutti i giorni, escluso il lunedì. La strada aggira alla base il promontorio su cui sorgeva l'antico Priorato di Sant'Eusebio, che ha dato il nome al paese. Attraversiamo quindi il breve seno delle Regianziane osservando il bel profilo dei monti Piccolo e Ventolone di Arquà, separati dalla profonda gola boscosa. Una breve salita ci porta sul collo tra il monte Piccolo e monte Ragno, cui segue un rettilineo, elevato una ventina di metri sulla bella campagna chiusa dal profilo ondulato del colle Lispida, che termina con la curva all'altezza del modesto monte Baraldo. Subito dopo la curva inizia la discesa, ma attenzione sulla destra: si deve imboccare la stradina pianeggiante sul fianco ombroso del colle, segnata anche dalle indicazioni dei ristoranti "Montanella" e "Ai Ronchi". Si tratta dell'antica Via Mondonego che, passando a lato dei suggestivi tetti di Corte Borin, sale al "passo" dei Ronchi (quota 80 m), tra il monte Calbarina e il monte Piccolo. All'uscita della strettoia del passo si presenta il solare paesaggio di Arquà in tutta la sua bellezza ed armonia. Seguendo la stradella in breve siamo davanti all'ingresso di villa Masiero Centanin, quindi si scende alla piazza del borgo basso, al cospetto dell'antica Pieve e dell'arca del Poeta. Da qui può iniziare la nostra visita al paese più famoso e caratteristico dei Colli Euganei, che sarà tanto più appagante quanto più calmo sarà il passo e curioso l'occhio. Ritorno Si esce dalla piazza maggiore per la strada fatta all'arrivo: si tratta di una derivazione della Strada Statale n.16 "Adriatica", che arriva ad Arquà per sottolineare l'importanza storica e turistica del paese. Superata la rampa da dove siamo scesi arrivando, proseguiamo dritti verso il promontorio calcareo coperto dalle scure chiome dei lecci del parco Centanin. La strada compie una doppia curva e inizia una ripida discesa che cala al fondo della valletta del Porto. La strada prosegue pianeggiante e sinuosa tra l'unghia assolata del Calbarina e la campagna dalla terra scura. Allo sbocco della valle troviamo il Laghetto termale della Costa, circondato da brevi canneti, con il monte Ricco sullo sfondo. Arrivati all'incrocio per Galzignano, vediamo il piccolo sacello voluto dall'arciduca Ranieri, per valorizzare la benefica fonte solforosa, e disegnato dallo Jappelli nel 1829. Scendiamo a destra e subito a sinistra, passando tra i due ristoranti, e prendiamo il rettifilo sull'argine di un canaletto. A sinistra, su un poggio coronato da vecchi cipressi, abbiamo villa Renier, che qualche romantico si ostina ancora a legare ad un soggiorno di Ugo Foscolo. Poco oltre, all'altezza della chiesa di San Carlo, svoltiamo a sinistra e in breve siamo al minuscolo borgo di Monticelli, posto su una bassa dolcissima altura. Una simpatica trattoria può offrirci ristoro all'ombra di un gran glicine e quattro passi attorno ad un laghetto. Si riprende la strada uscendo verso la campagna in direzione del colle allungato di Lispida. La stradina sterrata taglia tra i campi, ombreggiata da alti pioppi, e porta alla carrozzabile d'accesso a villa Italia, antico convento, quindi azienda agricola Sgaravatti, così nominata perché durante la Prima Guerra Mondiale ospitò il re d'Italia. Svoltiamo a sinistra e, guidati da una doppia siepe di bosso, osserviamo i bei vigneti distesi sull'ampia base del colle. Iniziata la mura, all'altezza di un cancello con due pilastri in mattoni, svoltiamo a sinistra in direzione di un casale con eleganti portici ortogonali, che ha per sfondo un magnifico panorama sui colli di Arquà e sul gruppo centrale degli Euganei. La strada è piuttosto dissestata, per la gran quantità di buche e sassi, ma l'ariosità della visuale fa sopportare questo piccolo disagio. Superati due pilastri su un ponticello si esce su Via Valli, che unisce Valsanzibio con Battaglia Terme. Andando a destra la via, ombreggiata da vecchi platani, offre una bella vista di villa Selvatico sul colle boscoso di Sant'Elena; quindi il rettilineo passa tra lo stabilimento della Contea e gli alberghi termali di Galzignano. Giungendo a Battaglia, davanti all'entrata della vecchia cava di monte delle Croci, si confluisce nella Provinciale n. 25 che porta a Galzignano: svoltiamo a sinistra, appressandoci all'unghia del colle. (Chi volesse evitare la salita del "passo" dei Regazzoni può girare a destra e, passando per il centro di Battaglia Terme, raggiungere l'entrata del castello del Catajo. Qui inizia Via Catajo, stretta, tortuosa ma piana, che nel giro di un paio di chilometri porta all'incrocio della Madonna della Salute, presso Turri, da dove in breve si raggiunge il centro di Montegrotto Terme). Passando accanto alla seminascosta villa Civrana e superata l'entrata agli alberghi, seguiamo la bella strada ombreggiata che corre piacevole e sinuosa alla base del colle. Percorso poco più di mezzo chilometro incontriamo sulla destra villa Egizia, trascurata all'interno del suo parco. Davanti abbiamo le belle forme dei monti Venda e Rua. Quasi subito svoltiamo a destra imboccando Via Regazzoni bassa. La stradella supera un breve dosso e cala sul fianco del monte Spinefrasse, aprendo il panorama sulla conca dei Regazzoni chiusa dalla dorsale del monte delle Valli e dal monte Trevisan. Entrati nel territorio di Montegrotto Terme, in vista delle serre della Floricoltura Euganea, vediamo una casa dall'aspetto non comune e, sotto la strada, nel campo incolto, con delle canne, i resti di un piccolo edificio con una sorta di vasca a lato: questi erano i vecchi Bagni di San Bartolomeo, che la gente del posto frequentò fino ai primi anni Sessanta. Sul bordo del campo sgorga ancora spontaneamente la sorgente termale con acqua piuttosto calda. Proseguendo arriviamo al bivio di Via Scagliara: chi vuole accorciare il percorso può salire per questa via particolarmente ripida e poco panoramica. È preferibile però proseguire in piano e, con varie strette curve, tagliare fino in vista del ristorante "Da Giulio Bigolaro" dove si prenderà sulla destra Via Regazzoni alta, indicata anche dai cartelli stradali di Montegrotto e Turri. La strada sale, per un breve tratto anche piuttosto ripidamente, quindi, piegando verso destra, diventa quasi piana e taglia in quota il fianco del colle. Prendendocela con calma, gustiamo il bel panorama e l'armonia dei coltivi collinari. Alla fine si giunge al "passo" di Turri (quota 108 m), dove troviamo il ristorante "Belvedere", l'arrivo di Via Scagliara e la stradella sterrata che porta al monte Ceva. Scendiamo per Via Scagliole e, passando davanti alla chiesa di Turri, con alcuni svelti tornanti in ombra arriviamo rapidamente a Piazza Libertà. All'incrocio con Via Catajo, davanti al capitello della Beata Vergine della Salute, svoltiamo a sinistra in direzione del centro di Montegrotto Terme. Lasciata sulla sinistra la circonvallazione, all'altezza del ponticello sul Rialto imbocchiamo il rettilineo di Via dei Colli. Siamo ormai alla conclusione del nostro interessante viaggio in bicicletta che degnamente termina in Piazza Roma, presso il Municipio e l'Oratorio della Madonna, ornato dal bel campanile romanico dell'antica pieve di San Pietro.