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Oratorio SS Trinità

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campanile oratorio ss. trinitMolto caro al Petrarca, che qui veniva a pregare, loratorio della Santissima Trinità, di proprietà comunale, è un edificio a navata unica e tetto a capanna, dotato di abside quadrangolare e torre campanaria. Assieme alladiacente Loggia dei Vicari, rappresenta per il borgo un complesso monumentale di grande interesse sia storico che culturale. La prima notizia documentale pervenuta è del 1181, pertanto si desume che esso fosse preesistente a tale data. Loratorio è orientato con abside ad est ed è dotato, a sud est, di un campanile e un piccolo sagrato cintato da muro. La sua configurazione attuale è frutto di numerosi interventi, con modifiche e ampliamenti rispetto a un originario nucleo romanico, a partire dal XIV secolo in concomitanza con i lavori di costruzione della Loggia. Probabilmente nel corso del XV secolo venne sostituita la precedente abside semicircolare con lattuale. Questultima venne realizzata con un inedito appoggio su una volta a botte che scavalca un vicolo (forse ricavato contestualmente ad essa mediante il taglio del versante roccioso), che dalla quota della strada settentrionale sale al sagrato meridionale. Nel 1580 è citato un orologio, allora in cattive condizioni, presente sulla torre campanaria.

OPERE CONSERVATE: il polittico di Jacobello di Bonomo con al centro SantAgostino, risalente al 1370 o poco oltre. La presenza come figura centrale nel polittico di santAgostino, autore delle Confessioni, opera molto cara al Petrarca, se non addirittura la preferita, e la sua datazione (1370 o subito dopo) fanno pensare che il poeta, venuto da poco ad abitare ad Arquà, abbia potuto esserne lispiratore o ne possa aver suggerito il soggetto. pitture murali trecentesche sono ancora visibili solamente alcune Madonne con Bambino in trono e Santi, un lacerto con San Bartolomeo e un piede di un imponente San Cristoforo. altare, in legno dipinto, venne commissionato da Margherita Beslevere nel 1626, probabilmente a compimento di lavori di riorganizzazione delledificio. In esso vi è la pala di Jacopo Palma il Giovane rappresentante la Trinità e i santi Giuseppe, Francesco, Lucia e Margherita, dipinta nello stesso anno dallartista ormai molto anziano. Il paliotto dellaltare, raro esempio in cuoio dipinto databile al XVII secolo, reca al centro la raffigurazione di Cristo Redentore circondato da festoni di fiori. a tela dellartista veronese Giambattista Pellizzari (1598 - ca. 1660), che raffigura Antonio degli Oddi che trasmette linsegna del vicariato al suo successore e cugino Daniele degli Oddi. grande tela, anonima, presente allinterno dellaula, che rappresenta una donna (probabile allegoria di Padova poiché la città vi è rappresentata sullo sfondo) che rende omaggio a un vescovo martire, San Prosocimo. .

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