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LUOGHI E MONUMENTI

LA CASA DEL PETRARCA

La struttura originaria era del duecento e fu lo stesso Petrarca, a partire dal 1369 quando gli fu donata dal Signore di Padova Francesco il Vecchio da Carrara, a presiedere i lavori di restauro. La casa, composta di due corpi con un dislivello l’uno dall’altro di tre metri e mezzo, fu modificata dal Poeta che aprì sulla facciata alcune finestre e ne fece un unico alloggio con due unità abitative, riservando come abitazione per sé e per la propria famiglia il piano sopraelevato dell’edificio (versante di sinistra), mentre riservò alla servitù ed ai servizi l’edificio di destra, sito in alto, dove si trovava anche l’ingresso principale. Nel cinquecento ne divenne proprietario il nobile padovano Pietro Paolo Valdezocco. In questo periodo vengono costruite la loggetta di stile rinascimentale e la scala esterna, ma soprattutto vengono fate dipingere le pareti con tempere rappresentati scene ispirate al Canzoniere, ai Trionfi e all’Africa. L’ultimo proprietario, il cardinale Pietro Silvestri, la donò al Comune di Padova nel 1875. Attualmente sono ancora conservati, lo studiolo in cui morì il poeta, con sedia e libreria (pare) originarie. Da ricordare, inoltre, la nicchia in cui è custodita la mummia della gatta che si dice fosse appartenuta al Poeta.

Vi aspettiamo in via Valleselle 4 dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00 da marzo ad ottobre, mentre dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 da novembre a febbraio (l’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima della chiusura). CHIUSO tutti i lunedì non festivi, Natale, Santo Stefano, Capodanno, 1 maggio. BIGLIETTI intero € 4,00, ridotto € 2,00. Numero prenotazioni 0429 718294, mentre per le PRENOTAZIONI DI GRUPPO scrivere all’indirizzo info.casadelpetrarca@gmail.com.

MAGGIORI INFORMAZIONI

ORATORIO SS TRINITÀ E LOGGIA DEI VICARI

Dell’Oratorio si hanno notizie certe a partire dal 1181, anche se sicuramente preesisteva. Chiesa molto cara al Petrarca, poiché vi era solito recarsi a pregare, si presenta con una struttura di impianto romanico ad un’unica navata con travature scoperte e tetto a capanna. Più volte modificato nei secoli, nel trecento, l’Oratorio, fu ingrandito ed affrescato, dell’epoca sono le tracce raffiguranti alcune Madonne e un piede di San Cristoforo, e nel quattrocento fu poi aggiunta l’abside. All’interno è visibile l’altare ligneo seicentesco con la pala di Palma il Giovane raffigurante la Trinità e il paliotto in cuoio, raffigurante il Cristo risorto. Ai lati dell’altare sono collocati la statua di S. Cristoforo in pietra dipinta e la statua in legno dipinta, di S. Lucia. All’interno della chiesa sono conservate alcune lastre tombali ed un’acquasantiera romana. Di notevole pregio sono poi un quadro di Giovanni Battista Pellizzari e una grande tela del 1670, raffigurante la “Città di Padova nell’atto di rendere omaggio a un vescovo martire”. Il campanile, del XII secolo, fu più volte rimaneggiato sino al 1928 quando un restauro lo riporto alla presumibile forma originaria ricavata da stampe seicentesche.

Legata all’Oratorio, e a ridosso dello stesso, è la Loggia dei Vicari. Di origine duecentesca era il luogo deputato per le riunioni e la discussione dei problemi tra i capifamiglia ed i Vicari. Nel 1828 il tetto fu demolito è la loggia rimase scoperta sino al novembre 2003, quando il Comune di Arquà Petrarca, ha dato inizio ai lavori che hanno portato la Loggia ad avere nuovamente una copertura. Novità assoluta l’utilizzo del vetro quale struttura portante per la sovrastante copertura in rame. Oggi i riflessi azzurri dei raggi solari filtrati delle capriate in vetro rendono ancor più suggestiva la visita al monumento. L’interno della Loggia è arredato con gli stemmi dei Vicari, ad Arquà per conto della Serenissima.

CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

Della chiesa si hanno notizie sin dal 1026. Ai tempi del Petrarca, essa presentava un porticato già cadente ed oggi completamente scomparso. In questa chiesa si tenne il funerale del Petrarca e nelle sue vicinanze fu sepolto, come da testamento. Nel 1677 venne ampliata in lunghezza ed altezza, mentre la facciata dopo aver subito altre modifiche nel 1874 e nel 1926, è arrivata ad assumere l’attuale linea romanica. L’interno si presenta ad un’unica navata con tre altari ed un tetto con travatura a vista. L’altare centrale, proveniente dall’eremo del monte Rua, è opera dello scultore Francesco Rizzi della scuola del Bonazza; lo compongono la statua della Vergine e dell’Arcangelo Gabriele, due Busti di Santi e due Angeli. I due altari laterali in legno scolpito sono del 500 e la pala dell’altare di destra, opera di Pietro Damini da Castelfranco, rappresenta il Battesimo di Gesù. La grande pala dell’Assunta, dietro l’altar maggiore, è opera di Palma il Giovane (1544-1628). I restauri dell’inizio del ‘900 hanno evidenziato la presenza di affreschi di scuola veneto-bizantina in particolare una Madonna con il Bambino ( sec. XI). Sono emersi poi altri affreschi risalenti al XV secolo di scuola post giottesca, raffiguranti un’altra Madonna col Bambino ed un trittico rappresentate Santa Marta, Santa Maria Maddalena e Santa Lucia del XIV secolo.

FONTANA E TOMBA DEL PETRARCA

La fontana del Petrarca è struttura che in realtà preesisteva all’arrivo del Poeta e alla quale veniva per attingere l’acqua, tanto che forse vi fece eseguire anche dei lavori di restauro. Sull’arco frontale in pietra di Nanto è inciso il distico in latino: “Fonti numen inest , hospes: venerare liquorem, unde bibens cecinit digna Petrarcha deis (Un nume abita in questa fonte, o straniero: venera quest’acqua, bevendo la quale il Petrarca poté cantare versi divini) forse dello stesso Quarenghi, autore dei versi per la gatta imbalsamata.

L’arca, in marmo rosso di Verona, che tuttora contiene le spoglie del Poeta ricalca l’esempio degli antichi sarcofagi romani. Fu eretta sei anni dopo la morte del Poeta dal genero Francescuolo da Brossano e reca la scritta dettata dallo stesso Poeta: “Frigida francisci lapis hic tegit ossa petrarce; suscipe virgo parens animam; sate virgine pace. fessaq(ue) iam terris celi requiescat in arce” ossia “Questa pietra ricopre le fredde ossa di Francesco Petrarca, accogli, o Vergine Madre, l’anima sua, e tu, figlio della Vergine, perdona. Possa essa, stanca della terra, riposare nella rocca celeste”.

LAGHETTO DELLA COSTA - Sito Unesco

L’insediamento peri lacustre del Laghetto della Costa occupa la riva sud occidentale del bacino. La grande quantità di reperti rinvenuti documentano la lunga durata dell’insediamento, da un momento finale dell’età del rame agli inizi dell’età del Bronzo recente. A un momento iniziale del sito vanno attribuite le scodelle su peducci e decorazione a cordoni plastici. La fasi maggiormente rappresentate, sono quelle risalenti all’antica e media età del Bronzo, tra XXIII e il XV secolo a.C. A questo periodo risalgono i numerosi boccaletti a profilo ovoidale o troncoconico d’impasto ceramico nero e i manufatti in osso corno. L’abitato sorgeva nella zona perispondale a Sud Ovest del laghetto, forse diviso in più nuclei insediativi, con abitazioni palafitticole principalmente del tipo su bonifica, descritta dagli scavatori come costituita da impalcati di grosse travi in legno di quercia, accostate una all’altra e sostenute da pali infissi nel limo lacustre, costipati con rami di varie dimensioni e grosse pietre. I piani pavimentali erano costituiti da assiti lignei sui quali era alloggiato il focolare domestico isolato dal pavimento da un sottofondo di lastre di pietra. Nella zona dello scavo eseguito dall’Alfonsi venne messo in luce un doppio allineamento di pali, conficcati nel limo lacustre a distanze pressoché regolari, senza funzione portante, ma di delimitazione dell’insediamento. La conservazione di uno dei paletti rinvenuto lungo il fianco di una delle pavimentazioni, ora conservato al Museo Civico di Padova, ha consentito l’esecuzione di una datazione radiocarbonica che ha fornito un’età radiometrica di 3675+- 29 BP, permettendo di datare la struttura tra il XXII e il XX secolo a.c. 2133 – 1983 cal. BC. Il Laghetto della Costa riveste una notevole importanza culturale e paesaggistica internazionale, essendo stato inserito nel Sito UNESCO culturale seriale transnazionale denominato “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”, designato nel 2011.

GIARDINO DI VALSANZIBIO

Il giardino di Valsanzibio, realizzato tra il 1665 e il 1696, grazie all’alto messaggio affidatogli dal Fondatore, è uno straordinario esempio di giardino simbolico interamente leggibile, di un gran giardino d’acque in completa efficienza e oggi si presenta come uno dei più estesi ed integri giardini d’Epoca mondiali, che è valso il primo premio come ‘Il più bel giardino d’Italia‘ nel 2003 ed il terzo più bello in Europa nel 2007. Questo eccezionale esempio di giardino barocco consta di oltre 60 statue scolpite nella pietra d’Istria ed altrettante sculture minori che si integrano ad architetture, ruscelli, cascate, fontane, laghetti, scherzi d’acqua e peschiere, fra innumerevoli alberi ed arbusti, su più di 10 ettari di superficie. Inoltre, all’interno del complesso e tappa importante nel percorso di salvificazione, c’è il labirinto di bosso, la simbolica Grotta dell’Eremita, l’Isola dei Conigli e il Monumento al Tempo.

www.valsanzibiogiardino.it
Email info@valsanzibiogiardino.it,
Info, visite e prenotazioni del giardino storico: +39 340 0825844.

FONDAZIONE MUSICALE MASIERO E CENTANIN

Istituita nel 1997 per volere testamentario di Giulia Centanin ha sede in Arquà Petrarca (PD) nel complesso architettonico di Villa Centanin in via degli Ulivi e dispone di una sede distaccata anche a Padova. Mostra permanente di antichi pianoforti. Nella Villa ad Arquà è possibile visitare il museo costituito di 25 pianoforti del XVIII e XIX secolo, a coda, a tavolo, verticali e di altre forme inconsuete. Accanto a costruttori Tedeschi, Inglesi, Francesi, figurano firme di autori del territorio Veneto. Viste guidate per gruppi (almeno 5 persone) su prenotazione durante tutto l’anno. Le attività della Fondazione si articolano inoltre nell’organizzazione  di corsi di apprendimento della musica e corsi di perfezionamento; lezioni concerto per le Scuole Materne, Elementari e Medie; Attività di ricerca, organizzazione di lezioni e conferenze; recupero e restauro di edizioni e strumenti musicali; esposizioni di strumenti musicali; Concerti; organizzaione del Festival Euganeo d’Estate; attività discografica ed editoriale; Erogazione di Borse di studio intitolate a Maria Margherita Masiero e Giulia ed Orazio Centanin; consulenze musicali. La Fondazione Masiero Centanin organizza durante l’anno una serie di eventi presso la Sala Centrale di Villa Centanin. Nel mese di Luglio si svolge il Festival Euganeo d’Estate con concerti sinfonici dell’Orchestra delle Venezie e concerti con strumenti d’epoca. I concerti del Festival si tengono all’aperto o in caso di cattivo tempo in luoghi chiusi adiacenti.

Per informazioni dettagliate relative ai programmi degli eventi e sulla Fondazione visita il sito fondazionemusicale.it.